Altra raccolta di racconti, altra avventura per piccoli lettori che amano i cavalli.
Proprio come me, che in quella lontana festa di Natale della seconda elementare mi congratulavo con Babbo Natale per come avesse azzeccato almeno una scelta tra le nuove aggiunte alla biblioteca di classe: Storie di cavalli, di Rolande Causse e Nane Vézinet (Edizioni EL, 2004).
Ora questo libretto lo conservo con cura nella mia libreria personale, e ormai ha la copertina tutta sgualcita e ancora il segno delle vecchie etichette messe dalle maestre perché noi bambini non lo perdessimo. L’ho adottato, per così dire, in quinta elementare, insieme a qualche altra storia di animali che ha fatto parte della mia infanzia.
Nonostante la snellezza fisica del volume e i suoi giovani destinatari, non è un libro scontato da comprendere nel suo insieme: stessa impressione avuta ora, come a sette anni.
Si tratta di un viaggio geografico, oltre che ippofilo, che va seguito nei suoi salti da nord a sud, da est ad ovest, sulla scia di cavalli misteriosi che ci portano dai loro compagni umani, nei luoghi più diversi del mondo e… quasi con disordine. Dalla Turchia all’Italia, dalla Francia al Tibet, ogni cavallo (ma anche un asino, e perfino un mulo!) ha qualcosa da raccontarci delle avventure sue e di qualche suo amico umano.
I personaggi animali non sono quasi mai cavalli veri, razze o soggetti definiti: sono più che altro entità nate dal sogno e dal mito, che portano un messaggio di amicizia e fedeltà, di coraggio e perseveranza. Alcuni prendono vita dalla materia inanimata per diventare cavalcature eroiche, altri prendono il volo… solo uno la vuol combinare grossa, e ritrae una simbologia negativa, ma non vi anticipo nulla.
Tra magia e realtà, i cavalli di questo libro sono amici intimi di contadini e re, forse più di quanto la loro natura di animali timorosi consenta loro: per questo, rapiscono e scaldano il cuore di piccoli e grandi. L’atmosfera onirica ed esotica poi, è sottolineata in maniera perfetta dalle illustrazioni di Patricia Reznikov, che con macchie di colore e contrasti cromatici che mai finiscono di sorprendere se osservati con attenzione, nella loro semplice finezza conferiscono dinamicità e leggerezza insieme, ad ogni personaggio umano o animale e ad ogni sua peripezia rappresentata.
Altro particolare prezioso: ogni racconto si conclude con una piccola filastrocca riassuntiva, spesso molto divertente. Ad esempio, questa chiude a mo’ di morale uno dei racconti che ho preferito…
<Questa storia ci fa capire/ come l’amore si può trasformare/ e per sempre conservare>.
E se ora volete scoprire a chi è riferito questo bel pensiero… a voi la lettura!


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