Desmond Morris, zoologo inglese, è famosissimo soprattutto per il suo discusso saggio La scimmia nuda, in cui nel 1967 ha paragonato sistematicamente il comportamento umano a quello degli altri primati, per dimostrare a livello divulgativo la scarsa differenza che corre tra noi e i nostri simili col pelo.
Che dire allora dei nostri amici cani? Loro sicuramente, saranno ben poco diversi dallo stretto parente-progenitore lupo… e questa è proprio la materia del suo libro che recensisco oggi: Il cane, tutti i perché, comparso per la prima volta nel 1986.

Non molto tempo fa, mi è capitato di sbirciare sul web, tra qualche opinione attuale su questo testo, e mi sono sorpreso. “Superato, pieno di falsi scientifici”, asseriva qualche lettore all’apparenza ferratissimo sull’argomento.
Allora, come lettura sufficientemente veloce da fare nell’arco di una settimana, ho appena deciso di riprenderlo in mano dopo il mio primo studio da ginnasiale, per vedere se qualcosa di così errato tra i contenuti sarebbe balzato anche ai miei occhi di cinofilo più avveduto.
Nulla di tutto ciò. Come già successo per La scimmia nuda e non solo, ho apprezzato come al solito la voce dello scienziato divulgatore e la maniera stimolante e discorsiva con cui risponde ai quesiti sulla natura degli animali: per molti aspetti, è un modo di raccontare sempre gradevole e senza tempo.
Un’obiezione che gli si potrebbe fare, è che concepisce un intervento fin troppo diretto e volontario dell’uomo nella “creazione” del cane e delle sue diverse razze, mentre probabilmente le cose sono andate in maniera più inconsapevole… ma fossero questi, i gravi falsi scientifici da aspettarsi in un libro sui cani!
Per il resto, tutto condivisibile e nulla che non si dica ancor oggi ad un normale seminario sulla natura del cane: indaga gli effetti della domesticazione, le capacità percettive, le strategie sociali e comunicative, le curiosità comportamentali… ponendo quesiti che forse noi cinofili del web potremmo trovare quasi scontati, ma che soddisfano curiosità di sicuro più terrene e riscontrabili nella quotidianità, rispetto alle tante idee dall’aura soprannaturale che girano oggi nel settore.
Per chi ora penserà male sui paragoni tra cane e lupo, mi sento in dovere di dire che non sono affatto pedissequi: ebbene sì, anche quelli sul famigerato concetto di dominanza, che è già spiegato in maniera sottilmente diversa tra condizione selvatica e domestica. E certamente, nemmeno Morris parla di gruppi canini e lupini dominati dalla brutalità, ma anzi dalla maggiore armonia possibile.
Il fattore di dominanza dell’uomo sul cane nel nostro “branco misto” è dato quasi per scontato, come del resto dovrebbe essere, e i consigli su come correggere le incomprensioni sociali non sono affatto composti di istruzioni violente. Anzi, vi sareste mai immaginati un etologo dei vecchi tempi che addirittura giustifica le ragioni del cane che dorme sul letto accanto al padrone?
<Nel trattare con i cani, il segreto sta nel trovare una giusta via di mezzo tra il potere assoluto e la più ampia libertà>.
La scansione del testo è agevole, buon trampolino di lancio per studi successivi da parte di chi sia ancor più appassionato all’argomento.
In particolare, la suddivisione in “perché?” fondamentali, i piccoli esperimenti suggeriti, e le spiegazioni riassuntive come “ci sono sette modi per riconoscere questo atteggiamento nel cane…”, mi fanno consigliare questo libro più di altri anche ai piccoli cinofili che cerchino le prime risposte più “da grandi” sui nostri migliori amici a quattro zampe. Il tono è esaustivo e coinvolgente, semplice ma non banale, e il fatto che a spiegare il tutto sia uno zoologo equilibrato e dai vasti interessi non solo scientifici, dà a questo libro di cani una sicura marcia in più.
Concludendo, se proprio devo trovare un’informazione scorretta in questo testo… almeno nell’edizione che ho io, c’è un ripetuto errore di traduzione: “bracco” in riferimento al cane da pista (probabile bloodhound in inglese), che si sarebbe potuto rendere più correttamente con un semplice “segugio”.

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