Fisse da cinofilo: il catalogo dei collari

Lontana eco dal liceo: la poetessa greca Saffo, scrisse un poema noto come Il catalogo delle cose belle. Tutto torna, e allora con uno sforzo molto più terreno, oggi voglio fare anch’io il mio catalogo… ma di collari per cani. Del resto, catalogare è bello, funzionale, serve a focalizzare l’attenzione su ciò che ci sta a cuore, che si tratti di cose belle, importanti, o semplicemente utili.
Devo dire che di collari, nel corso degli anni ne ho visti, provati, acquistati, costruiti, modificati… e ognuno l’ho valutato con attenzione, inserendolo al suo posto nella graduatoria per efficacia, sicurezza, comodità, e perché no, anche per estetica. Ecco allora che condivido anche con voi le mie riflessioni, su questo tema ingiustamente ritenuto spinoso.

Il primo collare con cui noi cinofili siamo venuti a contatto, è sicuramente il classico collare fisso. Di stoffa o di cuoio, più raramente di metallo, si può dire che torna sempre utile sia per condurre il cane sia per fissare la sua targhetta di riconoscimento. Però, va specificato ora che il più classico dei collari ha un certo inconveniente, al quale in pochi fanno seria attenzione: va regolato con cura, altrimenti è possibile che si sfili e permetta al cane di sfuggirci in momenti di emergenza. Per questo, è di capitale importanza che lo si possa regolare al meglio, per accertarsi che non scivoli oltre le orecchie e la testa del cane. Dunque, per ragioni di sicurezza, direi che sconsiglio in ogni caso i collari vintage in metallo, impossibili da regolare. Se vi trovate bene col collare fisso, la migliore opzione è un buon collare a fibbia o con una clip robusta e costruita bene, accompagnata da passanti forti e stabili. Va ricordato in ogni caso, che se è regolato ben dietro le orecchie del cane può essere semplicemente troppo stretto, e anche se funziona bene come freno, alla lunga potrebbe essere almeno un po’ fastidioso per l’animale.

Per ovviare sia al problema del collare che stia sempre troppo stretto, sia al rischio di sfilamento, ci potrebbe venire in aiuto il collare cosiddetto a strangolo.
Solitamente è associato al modello a catena, che può avere un’elegante maglia metallica ritorta oppure maglie ovali più o meno lunghe.
Ciononostante, esiste anche in modelli in cuoio o in stoffa, che però solo all’apparenza sono più morbidi sul cane: la mia esperienza ad esempio, mi suggerisce che un animale di gran tempra fisica finisca con l’appoggiarsi in maniera pericolosa a questi ultimi, e che invece avverta come freno più efficace e quindi meno fastidioso a lungo andare, la catenella.
Se siete interessati a portare il vostro cane ad una prova di utilità e difesa, il modello professionale di cui avrete bisogno in ogni caso è questo, a catena con maglie ovali più o meno lunghe, modello che ha un ulteriore vantaggio, richiesto e obbligatorio proprio nelle prove: può essere agganciato col moschettone del guinzaglio, a formare un normalissimo collare fisso ancor più regolabile, robusto ed efficace.

Non lo nascondo, anche se mi piacerebbe che le cose non vadano così: il collare cosiddetto a strangolo è oggetto di tante diatribe che hanno fatto e fanno ancora male alla cinofilia pratica. In effetti però, il fatto che sia costruito come un cappio senza blocchi, fa sì che in mani disattente, ma anche in mani (mal)intenzionate e dunque criminali, possa causare un vero strangolamento del cane. Questo, soprattutto se abusato come “strumento” di addestramento, vera macchia, per certi esponenti della cinofilia che si definiscono “professionisti”.

Fortuna vuole che in ogni caso, ci viene in soccorso un ottimo compromesso: il collare a semistrangolo. Praticamente, nella sua forma più semplice si tratta di un collare che scorre, ma è provvisto di un blocco di sicurezza posto ad un certo punto della sua azione attorno al collo del cane, tratto che impedisce tanto i danni al cane quanto il rischio di sfilamento, lasciandogli nel contempo sia l’efficace funzione di collare largo e comodo, sia quella di freno d’emergenza.
Detto questo, direi che che a parer mio (e non solo), questo mi sembra il collare più sicuro per la stragrande maggioranza dei conduttori e dei cani, specie in contesti urbani.
Un modello classico di collare a semistrangolo è quello a martingala, solitamente dotato di una catenella che ne assicura la mobilità: se proporzionato al cane e di un bel materiale, oltre che sicuro e utile ha anche la sua indubbia eleganza. Collari del genere, in particolare, rappresentano una scelta quasi obbligata per tenere al sicuro cani dalla testa stretta, ai quali spesso calza male il collare fisso: è il caso dei Levrieri, ma anche di alcuni Bassotti, dei Collie e… del mio vecchio Clint.

Esistono anche altri collari per cani, spesso già uniti a un guinzaglio e destinati ad usi specifici: il più famoso è quello “da retriever” (che torna spesso molto utile), e di analoghi ce ne sono per le mostre, per lo sport, eccetera eccetera… ma in effetti, riguardano poco il cinofilo comune, urbano.

Anche un ulteriore, curioso strumento per la conduzione del cane si è molto diffuso soprattutto negli ultimi anni: è la pettorina, ma questa… è un’altra storia.
Alla prossima puntata, dunque!

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