Jacopo De Grossi Mazzorin, “Archeozoologia”

Della mia ricerca degli animali, nella storia dell’uomo e tra le pagine dei libri, evidentemente non sono mai abbastanza soddisfatto: ora, le bestie più varie le cerco anche… sotto terra!

Di questo tratta appunto, il libro di oggi: la ricerca di tracce di animali seppellite sotto strati e strati di materiale geologico, sedimenti di secoli, millenni di umanità e animalità. Reperti forse non particolarmente evidenti nel mare di altre meraviglie antropiche che rapiscono il “comune” archeologo, ma speciali sicuramente per chi è sempre a caccia dell’animale, in ogni contesto possibile.
In questo caso particolare, ricco bottino per l’archeo… zoologo.

Temi, questi dell’archeozoologia, consolatori per me, che ora sono preso da studi che mi allontanano proprio dal mio tema animale… studi che dunque troppo spesso, si fanno non poco noiosi.
E allora, come non approfittare adesso di una boccata d’aria nota e meglio coinvolgente? Ben venga questo viaggio insolito, tra frammenti di palchi di cervi preistorici, dita di orsi delle caverne, crani di buoi o di gatti o di cani, giunti fino a noi dal Neolitico o dal tempo dei Romani!

Una lettura specialistica, evidentemente… un manuale, come c’è scritto sulla copertina. In effetti questo è, una introduzione pratica e piuttosto concisa ad una materia non molto nota, per certi versi ancora subordinata alla sua cugina “maggiore”, l’archeologia. Nonostante queste premesse forse un po’ aride, io mi sono sentito coinvolto fin da subito, ho letto proprio tutto “il manuale” con entusiasmo. E scrivo qui, senza dubbio, per consigliarlo anche a voi.

Il bello della disciplina direi che sta nella sua natura duplice, di scienza della natura e dell’uomo insieme. Come il rapporto che indaga, del resto: quello tra animali e uomini, elementi per forza di cose distinti, ma impossibili da scindere.
Mi ha fatto piacere essere allora accompagnato a ripassare l’anatomia degli animali e parti della loro biologia e classificazione, malinconica eco di altre mie esperienze di studio. Forse non dà proprio tante certezze la catalogazione qualitativa e quantitativa dei resti archeozoologici, con i suoi metodi ora matematici e ora aleatori, ma anche questo è un tratto peculiare della materia.

Conclude in bellezza, poi, questo libro: un sunto ragionevolmente discorsivo di storia sociale degli animali. Visti dai cacciatori prima, dagli allevatori poi, purtroppo quasi sempre sfruttati, spesso oltre misura già nell’antichità, ma anche venerati e talvolta, perché no, pure amati. Tante mandrie di ovini e bovini, depositi di ghiotti pesci e molluschi, insieme a cani e cavalli che giacciono accanto ai loro padroni, a leoni esibiti e maiali sacrificati, e altri animali veramente strani… per esser stati più volte assaggiati. Presentato in ogni luce – anche se forse un po’ freddamente – è questo un bestiario in ogni modo interessante, fonte di speculazioni accademiche come di riflessioni profonde sui nostri rapporti con i non umani.

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