Mario Rigoni Stern, “Il libro degli animali”

Forse sono un po’ troppo sensibile per lasciarmi penetrare dalle angoscianti emozioni dei teatri di guerra, tema per cui le pagine di Mario Rigoni Stern (1921-2008) sono più famose. Dunque, come per farmi rassicurare da una voce che ho lo stesso trovato attraente da tanto tempo, anche di questo scrittore ho voluto scoprire il lato zoofilo e naturalista, che vi racconto nella recensione di oggi.

Mi sono lasciato accompagnare su un sentiero antico come la gente di montagna che lo custodisce, tra case e malghe abbracciate dal bosco: ecco l’ambiente che ci evoca la voce dell’Autore, quasi poetica eppure sempre chiara, scandita nella sua precisione e lirica nella sua carica emotiva.
Una raccolta, questa, di racconti di animali, narrati nella loro molteplice natura. Una storia di persone – anche – che con questi animali si relazionano, come è inevitabile che succeda in ogni posto del mondo.

Non sono passati poi tanti anni da quando il bosco ha cessato di essere un insieme di tronchi crollati, sopraffatti dai proiettili e dalle bombe della Seconda guerra mondiale. Gli animali sono tornati, le piante stanno ricrescendo… e anche gli uomini in realtà, sono usciti appena da poco dai loro nascondigli: una lotta, quest’ultima, tutta umana. Cosa dire quindi, del ciclo della vita naturale? Quali sono gli ordini inevitabili di esso, e quale limite scavalca l’uomo nella sua tracotanza dominatrice, sia contro il mondo naturale, sia contro il suo prossimo?

Questo libro canta la natura che si risveglia timidamente dopo l’inferno portato sulla Terra dalla mano dell’uomo, e la vita che vince su ogni tentativo artificiale di distruggerla, sia in tempo di guerra che in tempo di pace. Si parla di una natura che si ristabilisce, però, con un ordine in qualche modo mutato: ecco che allora il fine occhio naturalista di Mario Rigoni Stern ci mette in guardia sulle sorti del nostro Pianeta, e ci lancia il suo messaggio ecologista da ben prima che questa dell’ecologia diventasse quasi una moda.

< … da quando sono state scoperte la “natura” e l’”ecologia”, sono state divulgate conoscenze superficiali, tutti si sentono “verdi” e sapienti >.

da “Attacco al bosco” (1987)

La sua voce calma e precisa, innamorata del suo mondo, ci porta a soffermarci sulla magnificenza del gufo a caccia e del gallo cedrone in amore, sulla perfezione dell’ape nell’alveare e la tenacia della lepre che si salva dai predatori… ed è davvero un vecchio saggio, l’Autore che ci racconta di tutte queste avventure.
Cosa faremo in fin dei conti, quando anche il più piccolo degli insetti sarà stato annientato dal veleno, e porterà alla morte pure l’ignaro uccello che di esso si ciberà per sopravvivere? Senza troppi tecnicismi, la sapienza d’altri tempi di Mario Rigoni Stern ci costringe a focalizzarci su una magia di cui spesso non ci rendiamo conto, su un ordine invisibile di cui avremmo tutti il dovere di imparare le leggi, per evitare di metterlo a repentaglio definitivamente. Discorsi vecchi di almeno quarant’anni, che purtroppo in pochi hanno ascoltato davvero…

In queste pagine poi, non troveremo solo ammonimenti severi o descrizioni maestose, ma anche scorci di tenerezza e simpatia: rudi cacciatori che in realtà salvano piccoli caprioli indifesi e proteggono il bosco intero; una vecchia asina intelligente e vagabonda; un cane cordiale con tutti ma molto pudico in fatto di cose amorose… E così, si crea nell’intreccio dei racconti un universo parallelo, in cui tanti umili animali vivono di una vera e propria celebrità, protetti dallo sguardo dei loro compagni umani. La cagnetta Turca dorme con le vacche nella stalla, ma il suo padrone la cura con affetto per venti lunghi anni. I segugi Alba e Franco si battono a sangue sulla pista della lepre, ma i loro conduttori fanno sempre il tifo per loro e puliscono ogni ferita con una dedizione quasi commovente. E la Giorgia, beh… lei ve l’ho appena citata qualche riga più su: se volete scoprire meglio chi è, vi conviene leggere la sua storia per intero!

In conclusione, direi che questo è un piccolo libro davvero prezioso e interessante, non sempre lieve, carico di significati. Il ritratto variegato di un mondo semplice, in cui gli animali (e gli uomini) acquisiscono la loro poesia e il loro eroismo nella comune essenza del quotidiano. Quasi, un manuale di vita legata alla terra e ai suoi abitanti, al di là dei modi di dire: un insieme di riflessioni e insegnamenti che non dovremmo mai dimenticare.

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