Del Parco di Monza e dei suoi… cani

Pur con un po’ di di ritardo, di tempo preso per riflettere abbastanza a lungo sulla questione, oggi vi segnalo questo articolo de Il Cittadino Monza Brianza.
Si parla, ovviamente, di cani. E si parla di Monza, la mia città, e del suo bellissimo Parco. Dunque, da cinofilo locale (Addestratore con diploma rilasciato dall’Ente Nazionale della Cinofilia italiana nel 2018), scrittore in erba, e non da ultimo da amante del Parco e del suo ecosistema, mi sento in dovere di dire la mia sul tema.

Si parla di cani liberi, di cani senza guinzaglio, insomma. Liberi in città, liberi qua e là… fa pure rima, ed è tema trito e ritrito, tra cinofilia ed educazione civica a vario livello! Nel nostro caso, son cani liberi, appunto, nel Parco di Monza.

Nel parco cintato più grande d’Europa… si potrà pur lasciar correre libero il proprio cane, no? Ebbene… di fatto, stando al suo regolamento, no.
Lo capisco anch’io, cari lettori, tranquilli: con tutto quello spazio a disposizione, suona davvero un po’ come una fregatura per cani e padroni, questo divieto… e in qualche modo può esserlo, per lo meno per i conduttori responsabili. Va detto, però, che il Parco di Monza non è semplicemente un giardino pubblico (nel quale comunque non sarebbe consentito condurre un cane libero a caso): è un immenso concentrato di rapporti ecologici delicati tra centinaia e centinaia di specie animali e vegetali, di componenti biotiche e abiotiche che trovano rifugio nel mezzo di una città, e che basta già il passeggiare umano, spesso distratto e preceduto da scie di rifiuti, a mettere a rischio.

Che sforzo ci vorrebbe allora – almeno – a dedicare un paio degli immensi campi ad aree di sgambamento per cani, come già proposto tempo fa, almeno un paio di volte anche dal sottoscritto?
Ecco… a riflettere bene, anche io stesso mi sono ormai ravveduto sul tema: la faccenda è davvero tanto complicata, non solo sotto il profilo burocratico, ma anche sotto il profilo ecologico, come già ho accennato. E in questo senso, non va dimenticato che i nostri beniamini a quattro zampe, pur tutti agghindati, pur allevati per stare spesso quasi solo accanto a noi sul divano… restano i derivati domestici – o per lo meno loro stretti cugini in senso filogenetico – di un animale non casuale: Canis lupus, nientemeno che il lupo. Insomma, di uno dei predatori per eccellenza del mondo animale.

E allora, cosa ci fa un quasi-predatore senza guinzaglio né museruola – e spesso pure senza un reale controllo da parte del suo conduttore umano – in mezzo a quello che più che un parco qualunque è una vera e propria riserva naturalistica, la cui priorità va sicuramente data al suo patrimonio faunistico selvatico, che va lasciato più libero possibile nei suoi spostamenti naturali, e che include tra i vari anche interessantissimi uccelli, e mammiferi roditori e lagomorfi… insomma interessantissime prede per la gran parte dei cani?
Beh… senza freni non dovrebbe proprio starci. A maggior ragione, se nessuno si è premurato di insegnargli un solido comando di arresto e un altrettanto affidabile comando di richiamo… fatto raro in verità, dato lo scarso livello della cultura cinofila – e anche solo civica, nei confronti degli altri utenti umani e canini del parco e della città – diffusa nel nostro mondo.

Vi piacciono i cani da caccia, e in generale i cani con una certa pulsione predatoria, inclusi molti lupoidi da conduzione del bestiame? Anche a me, tanto che sono tra le mie tipologie e razze canine preferite. Forse direi che amo di meno i cani da combattimento, che una certa pulsione lesiva la hanno… verso gli altri cani, e allo stesso modo (anzi forse di più) richiedono tanto sforzo nella loro corretta gestione.
Vi chiedo per favore, in ogni caso: prima di adottare, acquistare, gestire un cane di qualsiasi tipo o razza, cercate di conoscere a fondo la sua natura, la sua memoria etologica, lo scopo per il quale è nato, accanto all’uomo, spesso migliaia di anni fa. E canalizzatela nel giusto modo, sotto guida valida e nei luoghi preposti.

Dunque… ora avete preso un Segugio, un Pointer, un Setter, o un altro cane del genere dalle caratteristiche fortemente da cacciatore? Sappiate allora che per loro esistono le Zone di Addestramento Cani (le cosiddette ZAC), luoghi a sfondo venatorio idonei ad allenare cani di questo tipo. E che il Parco di Monza non è la zona adatta ad far sfogare a briglia sciolta cani del genere, e tantomeno è la vostra riserva di caccia personale.

Oppure, avete preferito un Levriero, uno dei più maestosi, ma anche veloci e letali cacciatori canini di lepri, conigli e affini (come vuole lo stesso suo nome antico… Canis leporarius, ovvero “cane da lepre”)? Beh, in effetti, per far semplicemente scaricare le energie di un corridore del genere, il Parco lascia una certa libertà, visto che basterebbe munirlo di museruola, come del resto già si fa nel coursing, attività cinofila particolare nata proprio per far esprimere senza rischi questi affascinanti atleti a quattro zampe, e non solo loro, ma anche tanti (altri) cani da caccia di tipo primitivo (solitamente inclusi nel gruppo V della classificazione della Federazione Cinologica Internazionale) e diversi Terrier (gruppo III FCI).
Eppure, a proposito di museruola, voglio lasciarvi un appunto tecnico molto serio: assicuratevi che la museruola che mettete al vostro cane sia per esso sicura ed ergonomica, come quasi solamente quelle “a gabbia” (fatte grossomodo come quella del cane nell’immagine di copertina) possono essere. Con uno strumento diverso da questo, il vostro cane munito di museruola magari “a fascia” potrebbe rischiare di faticare a respirare e a bere, con pericolose, comprensibili conseguenze.
Inoltre, col vostro cane libero ma munito di museruola, abbiate sempre grande cura ad accertarvi che gli avete insegnato i soliti, solidi comandi di arresto e richiamo: un cane slegato che scappa, si perde o che non torna al richiamo, anche se con le fauci “in sicurezza”, resta un rischio per tutti e… può lasciarci la pelle esso stesso!

Se avete una buona manualità, e sempre e comunque un accettabile controllo sul vostro cane, un altro strumento che può tornare molto utile per far sgambare un po’ più scioltamente il vostro quattrozampe in un parco vasto come il nostro di Monza, è la longhina. Certo, a patto che magari non sia troppo… lunghina! E soprattutto, che abbiate la solita, indispensabile dose abbondante di buon senso e civiltà nel farne uso, in campo aperto, senza ostacoli e senza mettere davvero a rischio la sicurezza di nessun altro nei paraggi, oltre che di voi stessi e del vostro stesso amico cane.

Ricordate comunque, che il Parco di Monza non nasce come area per cani.
Tra i luoghi deputati a far sfogare in maniera sicura e sensata i vostri cani, esistono – anche a scopo didattico – i centri di educazione e addestramento cinofilo. Inoltre, per canalizzare in maniera adeguata le pulsioni e necessità innate dei nostri amati quadrupedi esistono un gran numero di attività: dall’agility all’obedience, adatte praticamente a tutti i cani, fino ai lavori di caccia simulata come il retrieving e la cerca del tartufo o il lavoro in tana (adatto soprattutto ai già citati Terrier, oltre che a quel quasi-insospettabile cacciatore prontissimo e mordace che sa essere il Bassotto), a quelli di discriminazione olfattiva e mantrailing (che danno una piega di reale utilità sociale alle doti dei cani dal gran fiuto, primi tra tutti i Segugi), o ancora le prove di conduzione di bestiame in cui eccellono ovviamente i cani da pastore, eccetera eccetera. Insomma, i cani hanno veramente mille utilità, ed è interessante davvero lavorarci, ma… nel Parco di Monza è il caso di limitarsi, come in ogni parco e luogo pubblico non strettamente cinofilo.

In città, comunque, va ricordato che per far fare una corsetta pienamente lecita ai nostri cani di casa, esistono – e sono decentemente diffuse sul nostro territorio, anche se potrebbero migliorare – le classiche aree cani. Certamente, non sempre sono dei gran luoghi invitanti e sani, ma… basta organizzarsi, facendo comunità tra padroni responsabili, e appellandosi sempre all’indispensabile senso civico, che dovrebbe esistere ed essere coltivato in tutti noi.

Ora… non avete davvero voglia di educare e addestrare adeguatamente il vostro cane, di conoscere le sue caratteristiche prima di sceglierlo come compagno di vita, di fare lo sforzo di andare in un centro cinofilo o almeno in area cani? Beh, allora non solo nel Parco di Monza e in ogni altro luogo pubblico avete il dovere di tenerlo al guinzaglio, ma direi che… avreste anche il dovere etico di scegliere ben altro compagno animale. O forse addirittura – fatto per bene un vostro esame di coscienza zoofila – di non tenerne affatto.

Photo credit: Alice De Grandis

Lascia un commento

Scopri di più da di Pagine e di Bestie

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere