di Andrea Vizzardi
Mi chiamo Andrea, ho 32 anni e molti interessi. Uno di questi è costituito sicuramente dal cane, animale che ha sempre fatto parte del mio immaginario fin da piccolo, e che per mia fortuna poi ho incontrato anche dal vero.
Se penso alla mia carriera da cinofilo, oggi sorrido e mi meraviglio, per quanto sia stata (ed è tuttora) un’avventura davvero ricca e complessa. Negli anni i sogni e le speranze si sono alternati a cocenti delusioni e durissimi impatti con la realtà. Ho conosciuto la grande gioia, ma anche l’insicurezza, la rabbia e il dolore; ho imparato molto, soprattutto dai gravi errori commessi. Insomma la mia amicizia con i cani ha visto alti e bassi, ma tutto sommato penso proprio che ne sia valsa la pena. Nelle prossime righe racconterò questi anni insieme con loro. Non pretendo di insegnare nulla a nessuno, non ne ho le competenze, quindi se vi va, prendete queste chiacchiere per ciò che sono: i ricordi e le speranze di un cinofilo amante della scrittura.
Come detto in precedenza, a me i cani son sempre piaciuti, ma da piccolo in casa mia non ce n’erano. I miei genitori non avevano questa passione e poi sapete com’è, quando in una famiglia nasce un bimbo con qualche problema fisico come accaduto nel mio caso, beh diciamo che un animale domestico non rientra propriamente nella scala delle priorità familiari. Gli approcci con i quattro zampe nei miei primi anni di vita, quindi sono avvenuti solo grazie a cani di amici e conoscenti, ma sempre con timidezza e alla giusta distanza; a quelli che conoscevo un po’ meglio al massimo lanciavo la palla da tennis ma niente di più. Poi poco dopo le scuole medie, complice anche Jack, il cucciolo simil Rottweiler dello zio con il quale avevo preso confidenza, mi convinsi che sarebbe stato bello avere finalmente un cane tutto mio. I miei genitori erano comprensibilmente molto scettici per via della nostra totale impreparazione. Per vie traverse, ad un certo punto arrivò in casa nostra Tom, un simpatico batuffolo nero dal pelo liscio, simile ad un Pinscher. Data la nostra inesperienza, pensavamo che, viste le dimensioni ridotte, sarebbe stato il cane giusto per noi e che per gestirlo non servisse altro che una piccola cuccia sul nostro grande balcone. Purtroppo ci sbagliavamo: il piccoletto aveva un carattere di ferro ed era molto nervoso, non brillava certo per simpatia. Immaginate la delusione mia e del mio fratellino che sperava di aver trovato un nuovo compagno di giochi! Ci trovammo veramente in difficoltà, le maglie e i calzini bucati ormai non si contavano più e anche morsi e ringhiate purtroppo non mancavano. Esasperati abbiamo pensato di abituarlo in cortile per dargli più spazio ma purtroppo anche lì le cose non migliorarono ed una sera uscì dal cancello finendo investito da un’auto. Fu un duro colpo e vista la brutta esperienza complessiva, siamo stati tentati dall’idea di non avere più cani.
Gli strani casi della vita ci portarono, a distanza di qualche mese, ad incontrare un altro esserino che io ho istintivamente soprannominato Rex (in omaggio al cane del telefilm poliziesco). La mamma disse che avremmo potuto tenerlo a condizione che vivesse unicamente in giardino. Fu così che Rex divenne ufficialmente il mio secondo cane. Se dovessi dare una definizione, direi che era un buon selvaggio, affezionato sì a noi ma ancor di più alla sua libertà. Ha vissuto 16 anni di esplorazioni per le vie del paese, scampando per miracolo a risse con cani più grandi, investimenti e intossicazioni. E’ stato un cane che a suo modo ci ha voluto bene, ma ha sempre mantenuto una certa fiera indipendenza, non abbiamo mai saputo di preciso da dove arrivasse e quest’ alone di mistero l’ha mantenuto per tutta la vita, tanto che a volte ricordava un felino o un lupo selvatico in certi suoi atteggiamenti, ed è per questa sua unicità che nonostante tutto non lo dimenticherò.
Arriviamo ai giorni nostri. Questa volta io e mio fratello, ormai entrambi cresciuti, ci siamo dati un impegno: il prossimo cane dev’essere una scelta consapevole e ragionata e deve finalmente diventare un vero compagno per tutti noi. Dopo un’iniziale infatuazione per le razze da pastore ci siamo orientati sui Golden retriever e abbiamo trovato una cucciolata proprio a pochi chilometri da casa nostra. Da qualche mese è con noi Athena, e per la prima volta dopo tanti anni possiamo dire di avere un cane di famiglia. Nulla come una scelta consapevole può aiutare come primo passo nell’approccio con il nuovo arrivato. La stiamo seguendo in tutte le fasi della sua crescita e anch’io nonostante le mie difficoltà fisiche posso provare a mettermi in gioco, contando anche sulla proverbiale bontà dei Golden. Certo, l’impegno è innegabile e probabilmente anche questa volta non staremo facendo tutto come da “manuale del perfetto cinofilo”, ma tenendo presente le esperienze passate possiamo solo migliorare. Non so cosa ci riserverà il futuro ma credo che grazie ad Athena, noi (e lei) potremo ricavare delle belle soddisfazioni.


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