Questo manuale dal design semplice ed essenziale, lo conoscevo già da diversi anni: in effetti, la sua edizione aggiornata – quella che vi presento oggi – è del 2016. In un modo o nell’altro però, ne ho sempre rimandata la lettura.
Ebbene, chi avrebbe detto che la mia esperienza di cinofilo mi avrebbe portato a doverlo leggere nel dettaglio, proprio come praticante dell’obedience col mio Jimi, e giovane istruttore sia desideroso sia nella necessità professionale di conoscere per filo e per segno le regole e la storia di questa disciplina cinosportiva?
I miei contatti – per lo meno indiretti – con l’obedience sono iniziati fin dal principio delle scuole medie, con al mio fianco il problematico Clint. Conoscevo dunque questo sport già da ragazzino, eppure l’ho sempre sottovalutato: mi pareva noioso per un giovane pieno di grane quanto il suo cane e che avrebbe voluto piuttosto sfogarsi con l’agility, e inadatto a priori ad un soggetto “indipendente e indocile” come pareva essere Clint.
Per fortuna però, anni più tardi è giunto accanto a me il buon Jimi, Labrador sportivo, prestante e quasi sempre bisognoso di lavorare a stretto contatto con me. Ho trovato poi come mentore un’istruttrice di mente aperta che ci ha incoraggiati davvero come binomio anziché spezzarmi le gambe come se già esse non avessero i loro limiti nella vita non cinofila, ed ecco che… finiamo, un po’ per gioco e un po’ sul serio, a fare proprio obedience!
Addirittura, ci troviamo a competere e – checché ne dicessero qualche anno fa altri istruttori pieni di pregiudizi su sport cinofili e disabilità – a ottenere eccellenti risultati, che hanno lasciato almeno un pochino incredulo anche me (pignolo e ipercritico come sempre), nonostante l’entusiasmo di fondo.
Dunque, per quanto ancora un po’ inebriati dalla legittima gasatura del primo successo ottenuto la scorsa primavera, io e Jimi ci siamo ora fermati un attimo. Approfittando del caldone di questo periodo che non ci permette quasi di lavorare in campo, io mi sono finalmente messo a leggere per bene i regolamenti della nostra disciplina. Siccome non sono soddisfatto se di una certa materia di mio interesse non ho anche il manuale, possibilmente cartaceo, da leggere e consultare… eccolo qua, ed ecco il mio riassunto-recensione condiviso con voi lettori.
Che sia l’obedience uno sport a tratti noioso, difficile e molto preciso, non vi è dubbio alcuno e lo mette in chiaro fin da subito anche l’Autrice.
Ma… non sono proprio io stesso un tipo quadrato e pignolo, che se anche insieme al suo cane non fa le cose corrette al millimetro ci rimane male? Ecco, allora niente scuse: io e Jimi abbiamo finalmente trovato la nostra disciplina, che inquadra le teste umane e canine, pur lasciando un ottimo margine per le soluzioni creative che, bene o male, tanto piacciono sia a me sia al mio amico a quattro zampe!
Il nostro manuale parte con un interessantissimo excursus storico sulla disciplina. Scopriamo che essa trova il suo massimo impulso di crescita dalla metà del secolo scorso nei Paesi scandinavi, che da lungo tempo si distinguono per una spiccata sensibilità per il benessere delle persone e dei loro compagni animali, all’inclusività e nello stesso tempo al giusto rigore e all’utilità, a scapito dello show quasi esclusivamente performante, per cui di fatto altri sport con i cani sono più noti.
In effetti, come negare che negli esercizi apparentemente monotoni dell’obedience, il misto di gusto per la sfida e profonda intesa tra cane e conduttore necessari per presentarsi con positività a una prova, e la cultura tecnica di livello elevato che serve per costruire in maniera intelligente e armoniosa i vari esercizi, non possano avere un vero risvolto benefico per i binomi che praticano questo sport, anche una volta fuori dai campi di allenamento e di gara?
< In sintesi, l’obedience richiede tanta testa e poche braccia… Probabilmente nel nostro Paese manca ancora una cultura dell’addestramento all’obbedienza e la disciplina viene considerata difficile e noiosa >.
Anaela Tuzzi, Obedience. Allenamento mentale per cani e conduttori che praticano uno sport nuovo – L’informa Professional, 2016
Il testo prosegue poi in maniera largamente chiara ed esaustiva.
Di sicuro, per chi come me è immerso tra testi cinofili di vario genere fin dalla fine delle scuole elementari, potrebbe essere un po’ noiosa la parte dedicata esclusivamente alla psicologia canina, e va detto che sul tema ci sono manuali più esplicativi di questo: ciò non toglie che gli accenni siano necessari, soprattutto per chi è davvero principiante.
Per chi è più esperto o è proprio un professionista cinofilo, direi che come spunto da questo manuale sono immancabili da avere sotto mano i capitoli, ordinati e precisi, dedicati ad ogni singolo esercizio, classe per classe. Inoltre, non va sottovalutato il vantaggio di ritrovare qui un riassunto esauriente delle pratiche burocratiche che riguardano le diverse prove, e i vari annessi amministrativi.
Di certo però a tal proposito, vanno sempre e comunque controllati gli aggiornamenti che hanno luogo nel corso degli anni, tramite i siti di ENCI e FCI!
Infine, un altro pregio – e motivo ringraziamento all’Autrice per la completezza didattica – è il DVD allegato: in effetti, vedere e rivedere anche in video tecnica e svolgimento di esercizi e prove, oltre che leggerli in teoria, oppure assistervi dal vivo (cosa non sempre fattibile), rappresenta un’aggiunta davvero molto utile.
Dunque, cinofili sportivi, buona lettura e… buona visione. E ovviamente, buon lavoro insieme ai vostri cani!


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