Lo Sheepdog

di Carla Maiorano,
addestratrice ENCI sez. 1 (cani da compagnia, utilità, agility e sport) e sez. 2 (cani da conduzione del bestiame)

Avevo promesso questo articolo a Mattia diversi mesi fa, non è stato semplice riuscire a trovare un momento e quando lo trovavo davvero non sapevo di cosa parlare… ci sono così tante cose di cui si potrebbe parlare nello sheepdog, eppure così poche. La cosa complicata è cercare di descrivere una disciplina tanto difficile cercando di non ricadere nel noioso e nel banale, il tutto cercando di rivolgersi a chi non ne ha mai sentito parlare, ma anche a chi ne sa già qualcosa.

Per parlare dello sheepdog si potrebbe iniziare dicendo che non lo si può in alcun modo definire uno sport, non è nato come tale e mai nella sua storia si è evoluto come tale. Lo sheepdog è complicato da definire perché a seconda del motivo per cui lo si fa e dal cane impiegato può assumere sfaccettature differenti, e anche pratiche differenti. Diciamo che la cosa che più ci si avvicina è definirlo come una prova di lavoro.

Le prime gare o prove di sheepdog si ebbero nel Regno Unito, i pastori del luogo allevavano e addestravano i loro cani per il quotidiano lavoro di fattoria e nei fine settimana si incontravano per confrontarsi. Dato il modello di allevamento delle pecore adottato in quelle zone, per i pastori il cane conduttore era indispensabile ed era indispensabile disporre di cani ottimamente addestrati con le migliori doti genetiche possibili. I trials nascevano dunque prima di tutto come un modo per decidere chi fossero i migliori addestratori e quali fossero i migliori cani da lavoro, ma erano anche occasioni per rincontrare amici e di svago.

Oggi lo sheepdog prevede due distinti stili di conduzione: uno che si rifà al tradizionale stile di conduzione continentale, ovvero il traditional style, e uno che si rifà allo stile di conduzione sviluppatosi nel Regno Unito, ovvero il collecting style. Il collecting style è sicuramente quello che più rispecchia il comune immaginario dello sheepdog, in questo stile possono gareggiare solamente i Border Collie (anche se fino al 2019 erano ammessi anche gli Australian Kelpie) ed è quello più comunemente praticato. Il traditional style può essere praticato da tutti gli altri cani da pastore conduttori e sotto molti versi si avvicina molto di più a quella che è la normale vita pastorale europea.

Quali cani possono praticare lo sheepdog

Le razze di cani da pastore possono essere divise principalmente in pastori conduttori e pastori da guardiania. Un cane da guardiania non può essere un buon conduttore, infatti questi cani hanno il compito di proteggere il gregge e per farlo al meglio devono vivere in stretta simbiosi con esso, non lo devono stressare o spaventare, non lo devono ferire e non lo devono predare. In più devono essere di grossa mole per poter fronteggiare al meglio i predatori e le diverse minacce. I pastori conduttori, al contrario, sono caratterizzati da un temperamento nevrile, dimensioni più contenute, alto predatorio e la loro sagoma, unita al loro movimento spaventa molto il gregge. Dunque, cani come il Cane da Pastore Maremmano Abruzzese, il Komondor, il Cuvac, il Pastore del Caucaso… sono cani da pastore, ma non sono cani da conduzione. Esempi di cani da conduzione del bestiame sono invece il Border Collie, Il Cane da Pastore Belga, Il Rough Collie, il Cane da Pastore delle Shetalnd, il Cane da Pastore Bergamasco…

Alle competizioni di sheepdog ENCI possono accedere tutti i cani da pastore conduttori, i bovari e i relativi incroci. Gli incroci, tuttavia, possono solo gareggiare, ma non possono risultare nel catalogo dei partecipanti e i loro risultati risulteranno solamente nel loro libretto delle qualifiche. Infatti, essendo l’ENCI un organo di selezione del cane di razza, ed essendo le sue prove principalmente volte alla selezione dei cani di razza, pur permettendo la partecipazione ai meticci non li considera nei principali documenti.

Dai primi approcci al grande campione

Una domanda piuttosto comune è quando iniziare ad addestrare il cane da sheepdog, questa è una domanda difficile a cui non c’è una vera e propria risposta precisa e netta. L’età in cui cominciare dipende dal singolo soggetto, generalmente i primi approcci possono essere fatti attorno ai sei mesi, alcuni però testano i cuccioli anche prima. La verità è che semplicemente si testa il cane e si valutano le sue reazioni, in base a quello si decide se iniziare l’addestramento oppure dare ancora tempo al cane per maturare.

Importante è anche non perdere per regola assoluta quello che è il primissimo approccio al gregge del cane, perché il cane in quella occasione si viene a trovare in una situazione nuova e complicata. Non è raro che cani che presentati per la prima volta al gregge ne sono terrorizzati, poi ripresentati dopo un mese si mostrino completamente diversi. Un cane estremamente timido o apparentemente disinteressato al primo approccio non necessariamente è una causa persa, per stabilire quanto il soggetto è portato va fatto approcciare diverse volte e questo non vale solo per i cuccioli, ma anche per quei cani che iniziano i loro approcci al gregge in età adulta.

Considerando questa cosa è sempre bene far incontrare il gregge al cane almeno un paio di volte prima di decidere di iniziare una carriera agonistica e di presentarlo al NHAT. Il NHAT è il Natural Herding Attitudinal Test (Test di attitudine naturale alla pastorizia) e ha lo scopo di stabilire la presenza delle principali caratteristiche che hanno in comune le razze di cani da pastore selezionate per la conduzione:

  • Interesse nei confronti del bestiame;
  • Disponibilità a collaborare con il conduttore;
  • Istinto nel controllo del movimento del bestiame;
  • Predisposizione naturale al bilanciamento in posizione opposta al conduttore per ottenere un migliore controllo del bestiame.

Questo test non richiede alcuna preparazione e i cuccioli lo possono fare già a partire dai 6 mesi. Inoltre è in occasione del NHAT che i meticci vengono divisi tra i due stili.

Superato il NHAT segue l’HWT o Herding Working Test, già in questa prova si inizia ad avere delle differenze in base allo stile e di qui in poi si avrà ostacoli da affrontare completamente differenti in base che si lavori in traditional o in collecting. Dopo l’HWT si inizia ad avere le vere e proprie classi 1, 2 e 3.

Tutte le prove, che siano in traditional o in collecting, hanno lo scopo di simulare in modo schematico quella che è la giornata pastorale, dal prelievo degli animali dal recinto, al portarli al pascolo, l’indirizzarli nei differenti recinti, il ritiro dal pascolo, l’attraversamento di un ponte…

Perché ci sono differenze tra traditional e collecting style

Le principali differenze che si hanno tra il tra traditional e collecting style sono legate alle differenti esigenze pastorali che ci sono nel Regno Unito e in Europa. Infatti, nel Regno Unito il lupo si è estinto nel XVI secolo, la mancanza del predatore, unito a una netta predominanza dell’allevamento di pecore da carne ha fatto sì che lì le pecore vivessero allo stato brado quasi tutto l’anno e venissero radunate solamente per le procedure veterinarie, le tosature e la vendita o macellazione. Queste modalità di allevamento hanno portato alla necessità di un cane che potesse lavorare su vasti terreni, spesso impervi e con bestiame estremamente selvatico. In Europa l’allevamento di bestiame assumeva connotati estremamente diversi a seconda dei singoli territori, sia per il tipo di terreno sia per il tipo di bestiame, questo ha portato alla nascita di numerosissime razze di cani da pastore, ognuna con un diverso stile di conduzione, ma accomunate da una maggiore fisicità. I cani da pastore continentali, infatti, sono spesso caratterizzati da una maggiore tendenza all’uso dell’abbaio e una tendenza a lavorare più a stretto contatto con le pecore, perché mediamente molto più domesticate, soprattutto quelle da latte che richiedono diverse manipolazioni al giorno.

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