Franco Prevignano e Marco Vergoni, “L’eros degli insetti”

… ovvero, come Mattia si fa fregare da un libro!

Sia chiaro, sto scherzando. Non sono certo arrabbiato, né col libretto di oggi né coi suoi Autori. Però è vero, ci son cascato a piè pari: stavolta l’ho proprio presa alla lettera, e son rimasto mio malgrado in “modalità entomologo”. Ed eccomi allora qui – per finta – un po’ deluso…

Questo libro l’ho acquistato ad occhi semichiusi per la solita monetina o poco più, e l’ho letto altrettanto di fretta e ancora a palpebre cadenti, in mezz’oretta, per distrarmi da una certa ansia notturna di qualche giorno fa.
Nessuna spia rivelata dal mio sciocco cervellino, nemmeno a guardar bene gli ammiccanti ditteri e imenotteri in copertina, sullo sfondo rosso hot: mosche e api fumetto con visi provocanti, in posizioni fantasiose, con in mostra delle notevoli natiche… decisamente troppo umane! E io… beh, eccomi lì l’altra sera, alla scrivania, tutto intento e con l’evidenziatore pronto, fino all’ultimo ad aspettarmi qualche riga sull’ecologia riproduttiva degli insetti!

Si può esser così creduloni? Evidentemente sì… e comunque, complimenti soprattutto agli Autori, per aver mascherato fin quasi all’ultimo l’intento umoristico e pseudoscientifico, di questa piccola opera di letteratura!

Finisco allora per divertirmi e non aspettarmi un saggio di vera sessualità invertebrata, e frenando le risa di mezzanotte, scopro assurde specie entomologiche con abitudini sessuali decisamente antropomorfe, a tratti originali e non convenzionali. Allegre bestioline, fan bene a divertirsi, e ad amarsi come pare loro, anche se nel mondo della fantasia!

Il mio seduttore preferito? Direi il Bruco del Klondike, larva precoce nell’arte dell’amore, e che non bada nemmeno a necessità d’ibernazione pur di unirsi al suo partner anche sotto coltri nevose: il maschio fa spuntare il suo lungo pipéride carotando la neve e il ghiaccio alaskani e… beh, il resto lo potete immaginare. Basta che non andiate a cercare cosa sia questo pipéride: la terminologia è magistralmente illusoria e ci fa davvero venir voglia di andare a verificarla in qualche glossario zoologico, per poi… rimanere con un palmo di naso, e farci giustamente una risata!

Altro indizio non-così-scientifico sulla natura di quest’opera? I nomi scientifici degli animali – anch’essi inventati, per quanto almeno in parte verosimili – col genere scritto con la lettera minuscola! Un dito in un occhio per i naturalisti, per gli esteti, per me che tendo ad essere un po’ entrambe le cose… e sicuramente per il buon Linneo. Ma di sicuro, ancora una volta, quello di far sussultare noi pignoli sulla sedia e far girare il primo tassonomista nella tomba, è un effetto voluto.
Dunque in conclusione, bravi i nostri umoristi-zoofili, che ci propongono un’opera un po’ stramba che vale comunque una lettura spensierata.

E siccome dalla Natura – seria o meno che sia – si impara sempre qualcosa…

< … quanti tra voi si avvicineranno con interesse alle mie osservazioni, potranno fare tesoro di ciò che apprenderanno e saranno così in grado di applicare alla propria vita di relazione i tanti insegnamenti del mondo animale >.

dalla Prefazione

Lascia un commento

Scopri di più da di Pagine e di Bestie

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere