Quando qualche anno fa mi avventurai per gli studi umanistici, cercavo in questo modo di tenermi lontano da troppe tentazioni zoologiche. Eppure, passeggiando un po’ stanco e annoiato per la stazione centrale di Milano, entravo in libreria, e ogni tanto portavo a casa un nuovo libro, per lo meno per la mia collezione personale di saggi sul mondo animale.
Così facendo, alcuni tasselli completarono una parte del mio mosaico bibliofilo con grandi nomi del passato tra zoologi ed etologi, o biologi più in generale. C’era in particolare una collana ordinata ed elegante, che riproponeva una serie di testi più o meno storici: tra questi, un giorno mi cadde l’occhio su La zanna e l’artiglio, che mi rimase impresso per la sua curiosa eco orwelliana, originale richiamo zoomorfo di simbologie politiche.
Nulla in particolare in realtà, lega questo saggio a La fattoria degli animali, e le metafore politiche sono del tutto fuori tema rispetto al testo. L’interesse per questo libro di animali, mi è tornato solo di recente, scoprendo di aver sottovalutato il suo autore: John Leonard Cloudsley-Thompson (1921-2013), zoologo britannico piuttosto famoso per i suoi lavori sulla fauna del deserto.
Cercato e ritrovato solo di recente, per urgenza di risparmio e freno alla mia bulimia bibliofila mi sono accontentato di un usato, e di una copertina che spicca meno omogenea rispetto alla sua parente ristampata, sulla mensola della mia libreria. Le illustrazioni interne sono comunque esaustive e schematiche, e compensano non tanto allo stile poco articolato, quanto più alla traduzione che in più punti lascia spazio a refusi e, direi pure, a cadute stilistiche.
Il contenuto del testo a tratti risulta quasi noioso, un poco ripetitivo, tutto sommato più affascinante in diversi capitoli per un pubblico di ragazzini brillanti e curiosi, piuttosto che di adulti che abbiano già letto un buon numero di saggi zoologici. Ciò detto, non ho comunque mancato di trovare un gran numero di spunti dalle parole dell’Autore, e – rovistando nel web – un centinaio almeno di articoli scientifici che facessero da corollario ai concetti spiegati nel corso della narrazione. Certo, questo saggio del 1980 mostra i segni del tempo e – per quanto all’incirca coevo – è molto meno rivoluzionario della scorsa lettura che vi ho presentato qui: una certa aura di leggenda sulle “bestie feroci” si nota qua e là, alcune improbabili affermazioni sulla (non) intelligenza di diversi animali meno vicini all’Uomo (con la U maiuscola) sfuggono ogni tanto tra le righe, e il richiamo di Darwin si fa ancora portavoce di un “dominio del più forte”, piuttosto che del più adatto. Eppure, denso e conciso, ricco di fonti e rimandi, questo resta anche un prezioso compendio e ripasso sulle parti degli animali e sulle loro potenzialità, sul lessico tecnico della zoologia, e soprattutto sugli animali che passano più inosservati nella nostra vita quotidiana, primi tra tutti diversi tipi di invertebrati.
Il tema centrale del saggio è la cosiddetta biologia della difesa, che si oppone in un certo modo, agli studi ben più in vista sulla biologia dell’offesa, branca che tra gli altri, ha dalla sua parte una serie di famosi lavori di Lorenz, incentrati sul fenomeno dell’aggressività.
In sostanza, come fanno gli animali a difendersi da chi li può attaccare, nel corso della dura lotta per la sopravvivienza? Sicuramente possono mettere in campo la loro forza fisica, battere i loro nemici e predatori a suon di morsi, unghiate, calci… e questo ce lo fa notare anche solo il titolo del nostro saggio. Eppure, quel che è maggiormente interessante, è scoprire decine e decine di altri casi molto più sottili, in cui i singoli animali e l’evoluzione di intere popolazioni, si raffinano nel tempo per sfuggire, nascondersi, confondere ogni potenziale fonte di pericolo: impariamo allora di almeno quattro forme di mimetismo, e di animali che somigliano ad altri per le ragioni più svariate, e di colori e livree che si confondono nell’ambiente di vita oppure diventano segnali, e ancora di richiami ora veri e ora simulati, gestualità, fughe, attacchi, coalizioni. Queste vaste descrizioni, sono tutte presentate in capitoli ordinati, che in conclusione direi utili anche solo per un sano ripasso, pure per chi non è digiuno di queste affascinanti strategie della natura.


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