La Cappella degli Zavattari: un piccolo tesoro monzese di… animali nell’arte

Se si ha voglia di andare a cercare qualche presenza non umana nell’arte, non c’è di certo bisogno di andare tanto lontano: anzi, io per cominciare non mi sposto proprio da Monza, la mia città.

Nel Duomo, c’è una cappella interamente dipinta dagli Zavattari, nota famiglia di pittori lombardi del XV secolo. Per la verità, è più nota al pubblico come Cappella di Teodolinda, in onore della sovrana longobarda del VI secolo, di cui riporta le gesta illustrate sulle pareti interne.

Ormai ben più di un anno fa, ho fatto la mia visita a questo luogo con grande soddisfazione e… immancabilmente, ho scovato anche qui una interessante serie di animali immortalati dai pittori. Visto che siamo in tema, ve li voglio raccontare.

Forse qualcuno di voi già conosce l’origine del toponimo Monza, dal latino Modoetia. A sua volta, il nome della mia città è composto di modo (qui) ed etiam (sì). Di altro non si tratta se non del breve scambio di battute tra la regina Teodolinda e… un animale: una colomba. È proprio questo il simbolico uccello che si è manifestato al cospetto della sovrana mentre lei riposava sulle sponde del fiume Lambro: acquisito il dono della parola, allora le ha suggerito dove fondare un palazzo e l’annessa cappella.

Venendo adesso a qualche altro particolare delle scene dipinte nella cappella, si può davvero notare un mondo affollato, e non solo da esseri umani.
La scena più ricca di bestie d’ogni genere è sicuramente Partenza della coppia reale (Teodolinda e Agilulfo) per la caccia: tra i tanti cavalli riccamente bardati, si notano anche un candido cane levriero, un segugio col naso rivolto a terra, un falco addestrato nell’atto di precipitarsi su un trampoliere, e un altro rapace posato sul polso del suo custode umano. Addirittura, in braccio a un moro si può individuare una scimmia: animale esotico, e per questo stranamente raffigurato.

Partenza della coppia reale per la caccia.


Altri animali si vedono e intravedono in altre scene, inseriti ora in un contesto pastorale, ora in un contesto venatorio di minore rilievo rispetto al precedente: un asino al lavoro, un gregge di pecore sorvegliato da un cane, un cervo inseguito da un cane da caccia grossa e da una squadra di cacciatori a cavallo.
Un animale su tutti ha però ha colpito la mia attenzione, per la sua natura inconfondibile, nella scena della Partenza della regina e del corteo alla ricerca del luogo adatto per la fondazione del Duomo. Si tratta di un mulo, ben visibile solo nel particolare: se saprete guardare bene le orecchie dei vari equini lo noterete, e vedrete con quanta chiarezza questo particolare lo rende distinguibile dal vicino cavallo. Insomma, complimenti all’abilità degli artisti, capaci di rendere con vera completezza proprio tutti gli animali da sempre vicini all’uomo!

Partenza della regina e del corteo alla ricerca del luogo adatto per la fondazione del Duomo.


Se ora volete vedere anche voi dal vivo questo magnifico bene artistico, e saperne sempre di più non solamente in chiave zoologica, vi rimando al sito ufficiale del Museo e Tesoro del Duomo di Monza.

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