Vi basterà dare uno sguardo al logo del Blog, e subito l’invadente figura nera di Jimi vi balzerà all’occhio. Eccolo lì, il principale collaboratore non umano, un Labrador… e per la precisione, un working gundog: un vero cane da caccia insomma, nonostante gli apparenti interessi letterari e un certo attaccamento agli agi del salotto!
Ammirato da sempre da questi cani tanto da averne portato uno nella mia vita, ma quasi del tutto ignorante in materia di cinofilia venatoria, il mio animo di lettore e il mio lato di retrieverman alle prime armi sono presto andati alla ricerca di un classico per approfondire sul tema: su consiglio di qualche paziente cinofilo britannico interrogato sul web, la mia prima scelta è caduta su Gundogs, training and field trials di tale P.R.A. Moxon. La mia è l’edizione del 1981, ed è la tredicesima, a partire dalla prima, addirittura del 1952!

Le varie introduzioni dell’Autore, tutte riportate in ordine cronologico, valgono fin da subito la pena come lettura introduttiva: di grande pregio storico e finezza nell’analisi della psicologia canina, cosa non scontata per l’epoca!
Interessante è anche l’aperto confronto con i metodi antichi di dog-breaking, secondo i quali si lasciavano cacciare in autonomia i giovani cani senza educarli affatto, per poi “domarli” con varie forzature una volta maturati.
Prima di ogni cosa, nelle parole dell’Autore si percepisce con piacere la convinzione che ogni allievo canino vada coltivato con saggezza e tatto fin da cucciolo, affinché ogni cane, dal soggetto più riservato a quello più focoso, possa rivelare il suo pieno potenziale come compagno dello sportman: ottima partenza, e bel sollievo per chi ama i cani da caccia, ma spesso associa la cinofilia venatoria a rozza brutalità e cani trattati quasi solo come strumenti!
Nelle istruzioni pratiche, non si perde mai l’occasione di incitare alla pazienza, allo studio del singolo soggetto canino che si ha davanti, allo sviluppo di quel particolare dog-sense che ci consenta di evitare gli eccessi di durezza e le punizioni durante il lavoro, tutto a favore della cura del rapporto tra cane e conduttore, che è l’elemento indispensabile per un buon addestramento.
Tutti questi consigli serviranno di sicuro a me e Jimi per la nostra prossima tabella di marcia di addestramento, ma non è qui che voglio tediarvi con nozioni tecniche varie.
Nel corso di questa lettura ho soddisfatto anche molte curiosità a proposito di tutti i diversi gundogs: non solo i Retriever come il mio Jimi, ma anche gli esuberanti Spaniel, e i più delicati Setter e Pointer. Ho inoltre scoperto come tante abilità di questi cani vadano insegnate con cura e non siano necessariamente “doti naturali” scontate in tutti i cani: dalla fluidità acquatica all’abitudine allo sparo del fucile, fino alle decantate steadiness e “bocca morbida”… per ottenere tutto questo dal proprio cane e renderlo veramente valido, è innanzitutto necessaria sensibilità da parte del conduttore.
Un’altra sezione del libro in cui ho imparato un bel po’ di cose nuove è quella dedicata alle field trials, le prove di lavoro: qui, sono rimasto ammirato dalla positività e sportività dell’Autore, che ammette le sue debolezze (come ad esempio, l’ansia inevitabile prima di ogni “esame”, anche dopo più di trent’anni nell’ambiente) e che invita a non prendere lo sport cinofilo-venatorio troppo seriamente, soprattutto se a scapito della serenità di conduttore e cane.
Molto interessanti sono anche i consigli pratici che dà Moxon in conclusione, sulla gestione sia del singolo cane che di un intero canile: dalla costruzione e manutenzione delle stanze per i cani, alla routine dell’addestratore professionista, tutto abbastanza attuale nonostante l’ovvio incedere della modernità.
In questa sezione, ho trovato particolarmente curioso e degno di nota il consiglio dell’Autore sull’alimentazione dei cani, rigorosamente naturale e influenzata da insospettabili filosofie di naturopatia… di quelle tanto in voga oggi, insomma!
Tutto qui va a favore del cane e di chi è veramente cinofilo dunque, in un’ottica di sana mediazione tra utilità pratica e attenzione verso il cane. Se quindi anche voi condividete la vostra vita con un gundog e siete abbastanza ferrati con l’inglese, vi consiglio senza dubbio questa bella lettura.

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